Certo che a vent'anni si ha una forza, una capacità di sognare e un'incoscienza tali da riuscire a credere di poter spostare le montagne.
Noi abbiamo creduto di poter cambiare il mondo!
La lettura appassionata delle vicende umane che riguardavano il nostro pianeta non poteva lasciarci indifferenti, i dolori di una umanità lacerata da tanta ingiustizia non ci permettevano di pensare solo a noi stessi, al nostro futuro, a come affermarci in questa parte di mondo arrivista e sfruttatrice. Sentivamo testimoni parlarci di fame, di sete, di guerra e soprattutto di perché c'è fame, perché c'è sete e a chi giova la guerra. Poiché la neutralità finisce spesso per favorire il più forte, credevamo necessaria una scelta di campo, una dichiarazione di appartenenza all'uno o all'altro dei mondi esistenti: il Nord opulento, obeso e tracotante o il Sud depredato, inutile e arretrato.
La prima scelta è stata: A Sud! [continua] |